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Willibaldsburg im Frühling
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Castello Willibaldsburg

Willibaldsburg im Frühling

Attenzione: alcune parti della fortificazione sono in fase di ristrutturazione e non è consentito né l’accesso in auto, né il parcheggio. Il ristorante è chiuso. Attualmente si accede ai musei e all'orto botanico "Bastiongarten" da via Mondscheinweg.

L’impianto fortificato venne edificato nel 1355 dal vescovo Berthold, burgravio di Zollern, e fu sede vescovile fino al 1725. Nei secoli successivi il Willibaldsburg venne ampliato da vari vescovi e nel XVII secolo fu trasformato in una residenza di rappresentanza. Nel 1633 il castello venne conquistato dagli Svedesi, che lo perdettero nello stesso anno. Della struttura fortificata lunga 420 m si sono conservati le mura e i bastioni, l’arsenale, la porta trionfale lunga 63 m e l’edificio chiamato “Gemmingenbau” con le due torri. L’ala nord ospita il museo di storia geologica e paleontologia “Jura-Museum” con i celebri fossili delle lastre calcaree di Solnhofen, mentre nell’ala sud ha sede il museo di preistoria e protostoria “Ur- u. Frühgeschichtliches Museum”. Nel 1998 sullo Schmiedbastion è stato allestito il cosiddetto “Bastionsgarten” con piante del famoso giardino botanico Hortus Eystettensis.

Storia

La storia del Willibaldsburg iniziò alla metà del XIV secolo con il 45° vescovo di Eichstätt, il burgravio Berthold von Nürnberg, che intorno al 1355 iniziò la costruzione di un castello sul monte di S. Willibald. La posizione della prima costruzione risultò determinante per tutta la storia del Willibaldsburg, che fu poi ampliato e consolidato dai successori del vescovo Berthold.

L’immagine più antica del Willibaldsburg risale alla “Cronaca” di Hartmann Schedel del 1493.

Il vescovo Martin von Schaumberg (1560-1590) avviò la prima, determinante fase della ristrutturazione radicale del Willibaldsburg ad est del muro trasversale di collegamento. Oggi la fisionomia del castello è caratterizzata soprattutto da quanto fu edificato da Johann Conrad von Gemmingen (1595-1612): il 58° vescovo di Eichstätt commissionò la progettazione della costruzione di un nuovo complesso fortificato all’architetto Elias Holl di Augsburg ed affidò la direzione dei lavori in loco all’architetto di corte Hans Alberthal. Il vescovo possedeva anche un giardino botanico molto famoso, allestito dal farmacista di Norimberga Basilius Besler sui bastioni che circondavano il castello. Le piante che crescevano in questo giardino furono riprodotte in incisioni in rame e raccolte in uno degli erbari più famosi del mondo con oltre mille illustrazioni. Il vescovo Conrad von Gemmingen, tuttavia, morì nel novembre del 1612 senza vedere ultimati né l’erbario, né l’ampliamento del suo castello.

Il suo successore, il vescovo Christoph von Westerstetten (1612-1636), ampliò e consolidò il Willibaldsburg con i bastioni “Schellenbergbastion” e “Schmiedbastion”. Il nuovo accesso principale al castello venne protetto con un nuovo, profondo fossato dotato di ponti levatoi ed un possente andito d’accesso.

La città di Eichstätt ed il Willibaldsburg vissero un periodo terribile durante la guerra dei Trent’anni: il 26 aprile 1633 gli Svedesi guidati da Bernardo di Weimar raggiunsero il castello, lo assediarono dal 4 al 13 maggio e riuscirono poi a conquistarlo penetrando da una breccia nella cortina. La fortificazione fu riconquistata il 23 ottobre 1633 dalle truppe imperiali comandate da Giovanni di Werth. I vescovi successivi fecero riparare i danni causati dal conflitto ed eressero il bastione verso “la valle profonda”.

Quando la costruzione della Residenza di Eichstätt fu ultimata (1725) la corte del vescovo-principe si trasferì in città. Il Willibaldsburg perse gradualmente la sua funzione e vennero stanziati soltanto i fondi necessari alla sua manutenzione: la struttura ospitava ancora gli uffici amministrativi, la cancelleria, l’archivio e la biblioteca, e vi erano ancora stanziate le truppe militari e vari artigiani.

Dal 1784 al 1810 gli edifici nel bastione Schellenbergbastion furono adibiti a carceri. Nel 1802 la secolarizzazione portò allo scioglimento del capitolo cattedrale di Eichstätt, e i nuovi signori saccheggiarono il Willibaldsburg per poi venderlo a privati nel 1806, destinandolo alla demolizione. Successivamente fu necessario rimuovere molte parti fatiscenti del complesso. Nel 1829 il Ministero della Guerra riacquistò il castello ed iniziò a restaurarlo ricostruendo le parti andate in rovina.

Tra il 1855 ed il 1873 il Willibaldsburg funse da caserma e divenne un campo di prigionia per i soldati francesi. Nel 1880 la città di Eichstätt acquistò la struttura e l’Associazione storica si adoperò subito per salvare e conservare il castello, in cui istituì un museo di storia locale nel 1886. Nel 1900, poi, il Willibaldsburg fu acquistato dallo Stato e durante la Prima Guerra mondale ospitò nuovamente i soldati francesi prigionieri.

Nel 1962 l’ente bavarese preposto all’amministrazione dei castelli “Bayerische Schlösserverwaltung” rilevò il complesso fortificato, che da allora è oggetto di ampi lavori di restauro. 

Orari d'apertura

29. marzo a 3. ottobre
Martedì a Domenica, a giorno festivo: 9:00 a 18:00

4. ottobre a 28. marzo
Martedì a Domenica, a giorno festivo: 10:00 a 16:00

Chiuso: 01/01, martedì di carnevale, 24, 25 e 31/12

Parkmöglichkeit für Busse an den Wochenenden

Parkplatz Berufsschule Eichstätt
85072 Eichstätt
Germania

Parkmöglichkeiten für Pkw an den Wochenenden

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Parkmöglichkeiten für PKW

Freiwasserparkplatz
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Lage

POSIZIONE
Il castello è raggiungibile percorrendo la strada ed il sentiero pedonale che partono dalla strada statale B13 e risalgono il pendio ad ovest del centro.
Possibilità di parcheggio autobus: nel fine settimana nel parcheggio della scuola "Berufschule" di Eichstätt (circa 150 m sotto il portone d'ingresso); durante la settimana solo nel parcheggio per pullman "am Freiwasser" dopo aver fatto scendere i visitatori sotto il portone del castello.

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